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Le stragi di San Valentino

Marylin MonroeIl Santo Valentino da Terni (176 – 273) fu martire cristiano. Sotto l’imperatore illirico Lucio Domizio Aureliano venne torturato e decapitato nella notte del 14 febbraio 273, all’età di 97 anni, dal soldato romano Furius Placidus, come ci ha anche magistralmente raccontato il Venerabile Beda. Fama e ferocia. Il 14 febbraio 1929 Al Capone ordina il massacro di sette dei suoi rivali in un garage di Chicago. La strage di San Valentino. Ferocia, fama (solo cinematografica, forse). L’agiografia cristiana ha poi attribuito al padre della Chiesa Valentino le capacità di favorire la riconciliazione delle coppie “litigarelle”, associando queste sue doti miracolose al rituale, più antico, della festa della fecondità.

Amore e fecondità, col retrogusto di teste mozzate e stragi mafiose. La festa degli innamorati, appunto. Ogni anno questo rituale melenso si ripete come un miracolo, come la liquefazione del sangue di San Gennaro. Cinema, cioccolatini, cene a lume di candela, rose rosse, meno la memoria sanguinosa del suo riferimento storico e culturale.

A noi, che delle cose amorose abbiamo idee poco chiare e contraddittorie, piace allora ricordare i musicisti sfigati Joe (Tony Curtis) e Jerry (Jack Lemmon) del film di Billy Wilder A qualcuno piace caldo. Con loro assistiamo inconsapevoli all’ennesima “strage” di San Valentino, capitando per caso in quel garage della strage mafiosa piuttosto che sulla via Flaminia al momento della martirizzazione cristiana del Santo. Come loro, spaventati da questa vicenda, cerchiamo di sparire dalla circolazione andando a suonare in Florida e, come loro, speriamo di innamorarci di Zucchero (Marylin Monroe), ché delle altre è meglio tacere…

Beh, nessuno è perfetto!

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