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16-Mar-12

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29-Feb-12
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Liberi arriveremo e soli. Soli | saremo sempre, e intanto | cercheremo sollievo, quello | che periodicamente inganna. | E memoria stridula, acuto e | breve dolore da fitta intercostale, | ancora a questi code s'affanna. (cp, 29 febbraio 2012)

 

Preludio alle Cronache dalla Nube Interstellare Locale

19-Feb-12

Il Sole, la nostra stella, si trova attualmente nella Nube Interstellare Locale, un accumulo di gas e polveri all’interno della nostra Galassia (la Via Lattea) a una temperatura di circa 6.000 °C, più o meno la stessa temperatura della superficie solare. La Nube Interstellare Locale si trova a sua volta nella Bolla Locale, una sorta di cavità interstellare più rarefatta a forma di ellissoide all’interno del Braccio di Orione, uno dei bracci della Via Lattea. Il nostro sistema solare è entrato nella Bolla Locale circa 3 milioni di anni fa, e nella Nube Interstellare Locale tra i 44.000 e i 150.000 anni fa e vi potrebbe restare ancora per i prossimi dieci o ventimila anni. All’incirca nel periodo in cui il nostro sistema solare entrava nella Bolla Locale, sul nostro pianeta, la Terra, faceva la sua comparsa il genere dei mammiferi Ominidi chiamato Homo; mentre quando entrava nella Nube Interstellare Locale la popolazione di mammiferi Homo subiva una drastica riduzione, fino a poche migliaia di individui. Parte di questa specie iniziava così un lungo percorso migratorio, dall’Africa attraverso un corridoio medio-orientale verso il resto del pianeta. A causa della scarsa variabilità genetica questa specie si caratterizzò ulteriormente nella specie Homo Sapiens. All’interno della Nube Interstellare Locale oltre al Sole si trovano attualmente anche le stelle Alfa Centauri, Altair, Vega, Fomalhaut e Arturo.

(cp, 19 febbraio 2012)

Fame, follia, bit and all that.

04-Sep-11

Eppure a me la lectio magistralis che Steve Jobs tenne alla Stanford University in occasione del conferimento della sua laurea HC nel 2005, dal titolo “Stay hungry, stay foolish” (Restate affamati, restate folli), è piaciuta molto. C’è dentro la storia della Silicon Valley e di tutta quella rivoluzione copernicana dell’informatica personale. C’è la storia dei ragazzi geniali che non si laureavano perché cercavano un loro percorso di studi che le università allora non davano. Si occupavano contemporaneamente di font e di sofisticati sistemi operativi, una cosa al confine fra arte e scienza. C’è la storia di un geniale studente e imprenditore, Steve Jobs, che non ha perso l’occasione di rimettersi completamente in discussione più d’una volta. Tutto ciò, tutto quel contesto, ci consente oggi di leggere anche queste righe. Non ci vedo demenza in quel discorso, la demenza è nel mercato semmai, e nella constatazione che ormai questi oggetti sono sempre più delle “scatole nere” nelle mani di un’industria. Per dirla con una celebre frase di Linus Torvalds (il creatore del sistema operativo Linux), bisogna rimpiangere quei bei tempi “quando gli uomini erano uomini e scrivevano da soli i driver”? Forse un pochino sì, perché quelli erano uomini “affamati e folli”, e i sani inappetenti di oggi sono abbastanza tristi.

cp

Per essere uomini, non distruttori.

18-Jul-11
E così è finita,
la grande fatica,
    MIGLIOR FABBRO.
E la tua storia
            ESTREMA
(ri)consegno ad altre mani;
altro luogo e tempo,
                     altra gente.
Tornano ancora, alla fine,
i tuoi frammenti ultimi:
CXVI + CXVII. Con essi anch'io
puntellerò le mie rovine.
«To confess wrong without losing rightness:
Charity I have had sometimes,
              I cannot make it flow thru.
A little light, like a rushlight
                           to lead back to splendour».
«To be men not destroyers».
(cp, 18 luglio 2011)

Tornar giammai.

24-Jun-11

«Perch’i’ no spero di tornar giammai»
(Cavalcanti)

e. e.

05-Jun-11

«space being (don’t forget to remember) curved» (e. e. cummings)

Gli altri mi annoiano

22-May-11

Gli altri mi annoiano. Sarò io, ma non riesco a provare più nessun interesse per le narrazioni altrui. Quando interagisco mi accorgo di fare solo degli appassionati monologhi, oppure dico frasi di circostanza che si esauriscono nel giro di poche battute. Poi il nulla, il vuoto. Sono persone spesso care, quelle che hanno a che fare con me. Cercano di mettermi a mio agio, di rompere il ghiaccio – lo capisco – e dunque la loro banalità è solo uno stimolo, un tentativo di capire se l’altro animale della loro stessa specie che hanno di fronte è o meno un animale che può anche ascoltarli, e appassionarli, o fargli trascorrere dei momenti facili in un tempo difficile. Mi spiace deluderli, veramente. Ma so già le risposte, e anche le loro domande. E cosa faranno o penseranno, o vorranno. Vorranno amarmi od odiarmi, accarezzarmi o prendermi a pugni, vorranno e vorrebbero un essere umano davanti. Io vedo le loro ombre, il loro incerto incedere nella vita, il loro tentativo inconsapevole ed esausto di esserci, di giocare la partita. Vado oltre, proseguo, amandoli tutti, questi poveri e spaventati esseri dell’umano crepuscolo non più divino.

E.P.

16-May-11

«He added, with a wry smile, that the greatest benefit which can come to a poet is to be hung» (J.C. about E.P.).

Le stragi di San Valentino

13-Feb-11

Marylin MonroeIl Santo Valentino da Terni (176 – 273) fu martire cristiano. Sotto l’imperatore illirico Lucio Domizio Aureliano venne torturato e decapitato nella notte del 14 febbraio 273, all’età di 97 anni, dal soldato romano Furius Placidus, come ci ha anche magistralmente raccontato il Venerabile Beda. Fama e ferocia. Il 14 febbraio 1929 Al Capone ordina il massacro di sette dei suoi rivali in un garage di Chicago. La strage di San Valentino. Ferocia, fama (solo cinematografica, forse). L’agiografia cristiana ha poi attribuito al padre della Chiesa Valentino le capacità di favorire la riconciliazione delle coppie “litigarelle”, associando queste sue doti miracolose al rituale, più antico, della festa della fecondità.

Amore e fecondità, col retrogusto di teste mozzate e stragi mafiose. La festa degli innamorati, appunto. Ogni anno questo rituale melenso si ripete come un miracolo, come la liquefazione del sangue di San Gennaro. Cinema, cioccolatini, cene a lume di candela, rose rosse, meno la memoria sanguinosa del suo riferimento storico e culturale.

A noi, che delle cose amorose abbiamo idee poco chiare e contraddittorie, piace allora ricordare i musicisti sfigati Joe (Tony Curtis) e Jerry (Jack Lemmon) del film di Billy Wilder A qualcuno piace caldo. Con loro assistiamo inconsapevoli all’ennesima “strage” di San Valentino, capitando per caso in quel garage della strage mafiosa piuttosto che sulla via Flaminia al momento della martirizzazione cristiana del Santo. Come loro, spaventati da questa vicenda, cerchiamo di sparire dalla circolazione andando a suonare in Florida e, come loro, speriamo di innamorarci di Zucchero (Marylin Monroe), ché delle altre è meglio tacere…

Beh, nessuno è perfetto!